Il dado è tratto. Oggi non seguirò la traccia del percorso ma andrò di testa mia. Passerò sulla strada che costeggia il litorale cercando di non rientrare troppo verso l'interno. Insomma, l'idea sarebbe quella di fare meno dislivello possibile.
Mi alzo prestissimo perché ieri ha fatto molto caldo e le previsioni indicano che oggi sarà anche peggio. Così mi metto in sella che non c'è ancora nessuno.
La strada è bella e per il momento di traffico non ce n'è.
Punto decisamente verso sud e sulla mia sinistra scorrono le isole Quarnerime, ovvero tutte le isole che si trovano di fronte a Fiume. Di Krk ho detto ieri ma anche Cherso e Pag sono abbastanza famose.
La loro peculiarità è che sono quasi tutte brulle. Non un albero, non un minimo di vegetazione. Sembra di stare in Medio Oriente.
Intanto la strada continua con i consueti saliscendi. Nel frattempo, però, il traffico è molto aumentato e, come l'altro giorno, mi trovo in una strada molto frequentata da motociclisti. Non è piacevole sentire queste orde rumorosissime che si avvicinano alle tue spalle e che sembra ti vogliano fagocitare. Adesso capisco perché la traccia mi aveva fatto evitare questo tratto.
Comincia a fare caldo e, soprattutto, comincio a pedalare su una salita che durerà chilometri. Tostissima. Non finisce mai.
In pratica ci si alza a mezzacosta rispetto alle montagne che si trovano alla mia sinistra e così si rimarrà per un altro lungo tratto di strada.
Dall'alto ovviamente, la costa è meravigliosa. Posso godermi il panorama di tutte queste insenature i cui colori vanno dal verde al blu.
Intanto ho terminato la mia scorta d'acqua e cerco di vedere sulla cartina se incrocerò qualche conglomerato urbano. Niente. Si trovano tutti sul mare e l'idea di scendere qualche chilometro e poi risalire non mi va proprio giù.
Fortunatamente, quando già cominciavo ad avere visioni di fiumi di acqua e coca cola in cui mi immergevo ecco che, dopo una settantina di chilometri, appare, come per miraggio, un distributore aperto che vende anche generi di conforto.
Mi getto a capofitto e compro litri di acqua rigeneratrice.
Ora va decisamente meglio. Mi rimetto in moto e affronto gli ultimi chilometri. Stasera dovrò dormire a Carlopago, nome italiano di Karlobag. Avrei potuto proseguire per qualche altro chilometro ma la successiva cittadina stava a 40 km da qui, per cui ho preferito evitare.
Trovo un posto dove dormire e anche oggi ci scappa il bagnetto al mare. Mi trovo sul punto più alto del paese e, scendendo a piedi, faccio appena in tempo a non pestare un serpente che mi attraversa il sentiero. Vabbè, è andata bene.
Però questo è il premio.
Al solito per il dettaglio della giornata, click sul link seguente: Ramblr: Novi Vinodolski - Carlopago
Invece per vedere il video, click sul prossimo link: Relive: Novi Vinodolski - Carlopago


Daje Roby, sei un grande. Sembra di fare il viaggio con te. Ma senza la fatica.
RispondiEliminaio mi affatico solo leggendo...
EliminaDai, la fatica la faccio io per voi... :-)))))
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