Transitiamo per i laghi di Ganzirri che abbiamo visto ieri sera e ci dirigiamo verso il punto più vicino al continente dall'isola.
Siamo a Torre Faro nel posto bellissimo chiamato Capo Peloro.
Anche qui, come a Capo Passero, c'è l'incontro tra due mari: lo Jonio e il Tirreno. E anche qui le correnti si scontrano per trasformarsi in uno sfarfallio di onde e riverberi.
Bella la sensazione di vivere un incontro-scontro che continuerà per sempre, immutabile.
Li di fronte a noi si vede la punta della Calabria. Sembra quasi di poterla toccare, tanto è vicina.
Un gruppo di nuotatori si prepara ad affrontare la traversata a nuoto. Deve essere veramente difficile tenere testa alle correnti dello stretto. Complimenti.
Sopra di noi, invece, si erge in tutta la sua ormai decrepita maestosità, il vecchio Pilone dell'Enel che, in passato, permetteva di scambiare energia con la Calabria, dove si trova l'analogo pilone. Ora, queste due Torri Eiffel de noantri, rimangono silenti a sorvegliare le coste che tra non molto potrebbero essere smembrate dal Ponte sullo Stretto.
La notte, inoltre, illuminate da luci e LED, servono da punto di riferimento.
Lasciamo alle nostre spalle lo Stretto e cominciamo a pedalare per l'ultimo lato della Sicilia che ci manca per chiudere il Periplo. Ora è nuovamente il mar Tirreno che ci accompagna nell'ultima parte del nostro viaggio.
La strada sale verso qualche abitato lungo costa, per poi ridiscendere verso il mare. Incontriamo posti come Acqualadroni, Villafranca, San Saba e Spadafora che osserviamo senza fermarci.
Sulla destra cominciano a delinearsi le sagome delle isole Eolie. Il primo ad annunciarvi è Stromboli con il suo pennacchio di fumo che indica una continua attività vulcanica.
Ed eccoci arrivati a Milazzo, posto bellissimo, deturpato dell'ennesima raffineria.
Da qui partono i traghetti per le Eolie, per cui ci sono tantissime persone pronte a fare un giro per le isole.
Il tempo di fare il pieno d'acqua e si riparte.
Seguiamo la costa per diversi chilometri transitando per tantissimi paesi diversi.
Da lontano, molto in alto, si vede una costruzione a picco sul mare che sembrerebbe una Chiesa o un Convento. "Pensa se dovessimo salire fino a lassù" dico, ridendo, ad Alessandro.
E, ovviamente, è proprio ciò che dobbiamo fare: salire lassù.
Inizia una salita lunghissima che si inerpica con molto tornanti, guardando il mare in basso e questo edificio in alto.
La cosa bella è che mi diverto tantissimo.
La salita è tosta ma sale in modo piuttosto costante e il panorama è una spinta aggiuntiva. Veramente una salita divertente.
In vetta ci aspetta il Santuario della Madonna di Tindari.
Il piazzale antistante al Santuario è affollato di turisti e pellegrini. In effetti vale la pena visitarlo.
Ora si pedala leggeri sulla lunga discesa che ci riporta al mare. Guardiamo da sotto il Santuario, ora, e lo troviamo bellissimo.
Arriviamo a Patti per poi scendere a Patti Marina, dove alloggeremo stanotte.
Per avere il dettaglio giornaliero, click sul link che segue: Ramblr: Ganzirri - Pattihttp://rblr.co/ozZcL
Invece il filmato della giornata odierna è al link che segue: Relive: Ganzirri - Patti




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