Oggi è prevista una giornata "hard". Ci dovrebbe essere tanta tanta salita.
Prima di metterci in moto, però, approfittiamo della colazione pantagruelica che ci offre il proprietario del B&B. Dolci siciliani di ogni genere e tipo, oltre alle classiche cose da colazione in albergo. Una bontà.
Partiamo con la pancia piena e la voglia di disperdere tutte quelle calorie.
Anche oggi si inizia in discesa. Peccato che duri poco. Proprio nel tratto che inizia a salire, incontriamo un altro folle come noi, proveniente da Berlino che fa il nostro stesso giro. Lo lasciamo a srotolare le sue mappe elettroniche per capire dove deve andare.
Dopo qualche ulteriore saliscendi, arriviamo a Torre Gaffe posto noto, oltre che per essere un lido molto frequentato, per essere stato il punto di approdo delle forze alleate che sbarcarono in Sicilia durante la seconda guerra mondiale.
Il percorso continua su tratti di sentieri pieni di sassi e calcinacci, non proprio un bell'andare.
Ora una bella e impegnativa salita ci porta verso il Monferrato.
Solo un cretino può cadere in salita. Ebbene, il sottoscritto, riesce nell'impresa. Proprio mentre mancano poche centinaia di metri alla vetta, metto, per errore, la ruota anteriore sul ciglio della strada. Quando provo a riportarla sulla strada perdo l'equilibrio e mi trovo a terra. Risultato escoriazioni varie su gomito e ginocchio sinistri e morale anch'esso a terra.
Meno male che non mi ha visto nessuno e che Alessandro fosse ancora molto indietro, almeno non ho fatto figuracce. Al momento siamo 1 a 0 per me.
Arrivati in cima parte una super discesa che ci porta sparati in quel di Licata.
Giusto il tempo di fare rifornimento di acqua e bevande che si riparte.
Il percorso devia verso l'interno. Abbandoniamo il caos di Licata e ci dirigiamo verso zone quasi disabitate. Non passano più veicoli e la strada è tutta per noi.
Inizia, sotto il sole cocente del primo pomeriggio, una lunghissima salita che porta al monte Agrabona. Sono quasi dieci km per arrivare in vetta e le pendenze superano spesso l'otto per cento.
Arrivo in vetta nel silenzio più assoluto. La campagna siciliana dislocata sulle colline circostanti, con i suoi colori morti e la parvenza di un abbandono totale, mi lasciano senza fiato. Posso solo ringraziare chi di dovere per avermi dato la possibilità di essere qui.
Al termine dell'ascesa è possibile vedere la Perciata, una conformazione rocciosa a forma di tridente.
Si continua per sentieri sterrati, sempre in campagna, senza altri essere viventi che non siano rapaci che volano alti sulle nostre teste, o cani molto arrabbiati che ci inseguono feroci lungo queste strade di campagna. L'idea di fondo è che se uno facesse questi giri da solo e gli succedesse qualcosa, lo ritroverebbero dopo qualche mese: spostato.
Cominciamo ad avere problemi con la mancanza di acqua ma continuiamo a passare in piena campagna e non si vede nemmeno un bar di quarta categoria.
Poi, senza che ce lo aspettassimo ecco le prime costruzioni che si avvicinano. Siamo a Gela. Ancora un'ultima salita ed eccoci arrivati.
Ci aspetta la meritata cena.
Il riassunto della giornata è al link che segue: Ramblr: Palma di Montechiaro - Gela
Invece il filmato della gita odierna è al seguente link: Relive: Palma di Montechiaro - Gela


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