Oggi si prevede una tappa faticosa con tante salite da fare.
Andiamo a fare colazione e ci godiamo lo spettacolo di una ragazza che pulisce la spazzatura di fronte al proprio negozio, buttandola, diligentemente, per strada, senza degnarsi di raccoglierla. Purtroppo la mentalità da queste parti è questa. Il nostro peregrinare ci ha fatto passare per ogni tipo di strada e spesso c'è spazzatura ovunque. In pratica, discariche a cielo aperto. Che peccato.
Il giorno precedente avevamo finito in salita. Oggi si inizia in discesa. Così usciamo velocemente da Ribera, pedalando nella tipica campagna siciliana. Tanti ulivi e viti che disegnano il classico paesaggio.
Quella di oggi sarà una tappa nervosa. Si prevedono tanti saliscendi. E infatti ecco di fronte a noi la prima salita che ci conduce a Montallegro (che nome simpatico).
La traccia ora ci riporta verso il mare. Peccato che inizino una serie di salite spaventose. Un tratto faticosissimo. Riusciamo addirittura a passare alcuni turisti stranieri sulle loro e-bike.
Ci troviamo nell'area di Siculiana Marina. Si tratta di un'area protetta, dove l'abusivismo non ha attecchito. Posto bellissimo ma fatica enorme.
Il sole scotta parecchio e ricominciano a salire ma so già che lo st sforzo varrà la pena perché stiamo per arrivare in uno dei posti più belli del mondo: la Scala dei Turchi.
Ci fermiamo a guardarla dall'alto. Questo angolo di paradiso in cui le rocce bianchissime si stagliano su un mare i cui colori variano dal verde al blu cobalto. Queste falesie bellissime e fragilissime (spesso il posto viene chiuso ai turisti perché si verificano frane) ti lasciano senza fiato.
Andiamo via a malincuore. Saremmo rimasti tutto il giorno a goderci questa vista spettacolare.
Finalmente scendiamo verso il mare. Ci fermiamo un attimo per abbeverarci e poi ripartiamo per la vicina Porto Empedocle.
Questa cittadina che ha dato i natali a Camilleri, offre poco e niente. O meglio, offre una salita spaccagambe che ci porta sulla strada per Agrigento.
Eccola lì, la città dei Templi. Anche questa in salita ma almeno ci consente di guardare la storia antica rimasta intatta in questa valle meravigliosa. Vedere questi templi ci riporta ad un passato glorioso, in cui la vecchia Akragas dominava il Mediterraneo.
Una strada trafficata ci fa lasciare la valle dei Templi per riportarci verso il mare. Ci troviamo a San Leone, località di mare molto frequentata dagli agrigentini.
Il mare è blu cobalto, fa caldissimo, siamo stanchi. "Che ne dici di un bagnetto, Ale?" E Alessandro non se lo fa ripetere due volte. Eccoci in acqua a fare un bagno tonificante.
Certo, non è proprio il massimo doversi spogliare, mettere il costume e poi rivestirsi ma ne è valsa la pena.
Ora via di nuovo in sella. Certo, dopo il bagno al mare, rimettersi a pedalare è difficile. Ma ormai non manca molto alla fine della tappa.
Lasciamo il mare e ci inerpichiamo in salita. Per la prima volta siamo costretti a prendere la SS115, la strada più trafficata della Sicilia occidentale. Il bello è che siamo anche costretti a passare in due tunnel. Non una bella sensazione.
Ed ecco lassù in alto la nostra destinazione: Palma di Montechiaro che, oltre ad essere definita la città del Gattopardo, visto che Giuseppe Tomasi di Lampedusa vi ha ambientato gran parte del suo romanzo, modificando il nome in Donnafugata, venne costruita con una architettura simile a Gerusalemme. Hai capito dove ti ho portato?
Vaghiamo su e giù per le ripide strade del paese, alla ricerca del B&B che avevamo prenotato. Solo dopo una mezz'ora scopriamo che google maps non funziona perché hanno cambiato i sensi di tutte le strade!!!
Per avere dettaglio e foto della giornata, click sul link seguente: Ramblr: Ribera - Palma di Montechiaro
Invece il filmato della giornata è al link che segue: Relive: Ribera - Palma di Montechiaro




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