Ci alziamo presto per vedere se l'Etna si sia palesato. Niente, oggi giornata nuvolosa. L'Etna non lo vedremo. Peccato.
Il vulcano, però, e sempre presente nella vita dei catanesi. Le rocce vulcaniche sono addirittura sul lungomare mentre la terra così ubertosa, fa sì che ogni cosa si coltivi, cresca senza alcun problema.
Lasciamo Acireale scendendo nuovamente verso il mare. Qui non si fa altro che salire e scendere, sembra di fare la Milano-Sanremo.
Arrivati nella zona di Giarre, finalmente possiamo pedalare in pianura.
Passiamo su un tratto di strada sterrato che è separato dal mare da una fila di platani.
In lontananza si comincia a delineare il "continente" con la costa calabra.
Ed eccoci arrivati a Giardini Naxos, località che vive di luce riflessa della vicina Taormina che possiamo osservare lassù in alto. Ed è proprio lassù che ci dirigiamo, verso la città del teatro greco e di quello romano, oltre che della bella villa comunale.
Non si tratta proprio del luogo ideale dove andare in bici. Strade stette, traffico e tantissimi turisti è un mix perfetto per scappare di corsa, anzi, pedalando.
E allora via. Ma proprio mentre usciamo da Taormina, le nuvole di questa mattina si trasformano in pioggia. E allora diamo il via alla copertura delle sacche e dei due ciclisti.
Un'altra salita tosta, ci porta a Sant'Alessio Siculo con il suo castello normanno che si affaccia direttamente sul mare.
Più in alto di affaccia Forza d'Agrò, famoso per aver fatto da scenografia alla trilogia de Il Padrino.
Da questo momento in poi si viaggia con il mare accanto. Qualche bella ciclabile ma anche tanta strada con relative macchine.
Ancora una trentina di chilometri e facciamo il nostro ingresso nella trafficatissima e caotica Messina. Città di ingresso (o uscita) del traffico automobilistico verso l'Italia. L'ingresso al porto, dove i traghetti collegano Scilla a Cariddi, è sempre trafficato.
Ci affacciamo al centro della città dove si trova la bella Cattedrale di Santa Maria Assunta.
Usciamo da Messina grazie ad una bella ciclabile.
Arriviamo, così, ai laghi di Ganzirri, nostra destinazione finale.
Si tratta di due laghi realizzati per permettere l'allevamento di mitili e pesci.
Per avere il dettaglio e le foto della tappa, click sul link che segue: Ramblr: Ganzirri - Patti
Per vedere il film della tappa, click sul link seguente: Relive: Ganzirri - Patti



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