Seconda tappa: Umag - Rovigno (11/06/2025)

 Mi sveglio prestissimo perché l'idea sarebbe quella di fare molti chilometri per arrivare a dormire a Pola. Così mi preparo velocemente e mi metto in bici con un bel freschetto mattutino.

Lascio Umag costeggiando un mare calmissimo che invita al bagnetto. 

Raggiungo la ridente (ma che se ride) Novigrad e passo oltre. Le gambe girano bene. Il problema, invece, si presenta con la gestione delle tracce gpx che, frequentemente, cercano di farmi fare strade nemmeno esistenti. Così, ogni volta che il computerino mi dà il meraviglioso messaggio: "Fuori percorso", sono costretto a fermarmi, prendere il cellulare e verificare dove mi devo effettivamente dirigere. Questa cosa oggi mi è capitata decine di volte e in molti casi sono stato costretto a tornare indietro anche di parecchio per prendere il percorso corretto. Ovviamente il tutto ha provocato un enorme spreco di tempo, togliendomi la possibilità di arrivare a Pola.

In ogni caso continuo ad andare avanti. Attraverso un tratto in cui la strada passa in mezzo al mare. Già visto lo scorso anno nella palude veneziana. La cosa, però, ha sempre il suo perché. 

Terminato questo tratto pianeggiante, mi trovo improvvisamente ad affrontare una salita terribile. Le pendenze nel primo tratto hanno picchi del 16%. Ringrazio ripetutamente Nostro Signore per avermi messo alla prova e vado oltre. 

Riesco, dopo mille peripezie ad arrivare a Vrsar. Da qui non si può più andare lungo il litorale ma si deve seguire un tratto di mare che rientra verso l'interno per diversi chilometri. Se lo si guarda dall'alto sembra quasi un taglio all'uniformità della penisola istriana. 

Però, a differenza di quanto fatto durante la mattina, si può seguire una suggestiva pista ciclabile che, passando su sterrato, sale lentamente verso il centro della penisola. 

Arrivo in cima completamente cosparso di polvere. Anche il mio fedele destriero è ricoperto da uno strato di polvere appiccicosa. 

Da qui si fa qualche chilometro su asfalto ma con un pesante traffico veicolare. Inoltre la strada sale di brutto. Altri chilometri di sofferenza vera. 

Anche qui riesco a sbagliare facendo un ulteriore tratto di salita che mi sarei potuto e dovuto risparmiare. 

Ora la strada digrada, per approdare su una pista ciclabile realizzata su una vecchia ferrovia dismessa. Bellissima. Tutta su sterrato. 

Il bello è che non passa più nessuno e mi trovo completamente solo ad aspettare l'arrivo dell'ultima città che incontrerò oggi: Rovigno

Qui decido che non è il caso di andare oltre e mi metto in cerca di un posto dove dormire. E mi capita questo:


Tracciato percorso e foto sono al link che segue: Ramblr: Umag - Rovigno

Invece il video della giornata è a questo link: Relive: Umag - Rovigno

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