Ed eccoci finalmente pronti ad iniziar la tenzone.
Sono partito la notte tra domenica e lunedì con un fantastico Flixbus che, in sole 🌞 12 ore ha condotto me e la mia bici in quel di Udine.
Avevo una vicina di posto che ha dormito tutta la notte completamente spaparanzata e che non mi ha fatto chiudere occhio. Secondo me è stata pagata dal resto dei passeggeri per evitare che il mio russare accompagnasse il loro viaggio.
Alla stazione di Udine mi viene a prendere il mio amico Alessandro e mentre lo aspetto, un tipo comincia a girare intorno alla mia bici chiedendomi quanto costasse e dicendomi che se avevo bisogno di andare in bagno ci avrebbe pensato lui a sorvegliarla. Seeeeee, vabbè.
In bici ci dirigiamo a casa di Alessandro dove, dopo un lauto pasto, mi consento di chiudere gli occhi giusto 5 minuti...
Decidiamo la strategia per il giorno successivo. Alessandro mi accompagnerà fino alla metà del percorso della prima tappa e poi tornerà a casa. Mercoledì si opera il figlio e lui vuole giustamente essere presente.
Stamattina la sveglia è suonata prestissimo: il treno che ci deve portare a Trieste parte verso le otto e non possiamo permetterci di perderlo. Così pedaliamo verso la stazione e carichiamo i nostri destrieri, con non poca fatica, sull'apposito vagone che trasporta bici.
E così eccoci a Trieste. Lo scorso anno abbiamo fatto la costa italiana, quest'anno tocca alla costa slava. Ma sempre di Adriatico si tratta.
Così attraversiamo il centro di Trieste lasciandoci alle spalle la meravigliosa Piazza dell'unità d'italia e ci dirigiamo verso l'inizio della ciclabile fvg (Friuli Venezia Giulia) numero 2.
La ciclabile in questione si arrampica sopra Trieste evitando il traffico cittadino, all'inizio in asfalto per poi passare allo sterrato e al brecciolino. Dall'alto ci godiamo Trieste e una bellissima veduta sul golfo.
Ora iniziamo a scendere e, dopo poco, eccoci in Istria. Questa bellissima regione bagnata dall'Adriatico e che è suddivisa da tre nazioni diverse: Italia, in piccolissima parte, Slovenia e Croazia. Questa sorta di istmo bagnato dal mare pieno di posti verdissimi.
Così, dopo aver superato i pochi comuni italiani, eccoci già al confine con la Slovenia.
Ci troviamo all'inizio di un'altra bellissima ciclabile che si chiama Parenzana. Veramente molto bella e molto ben curata. Anche in questo caso saliamo molto, passando per boschi freschi e silenziosi.
Poi di nuovo discesa verso il mare. La ciclabile, a questo punto, costeggia l'Adriatico per arrivare diretta verso Capodistria. Facciamo un giretto dentro la parte vecchia, strapiena di turisti e poi ci dirigiamo nuovamente verso l'alto, non prima di aver visto una macchinetta pulitrice che toglie gli aghi di pino dalla ciclabile. Un altro mondo.
La ciclabile sale e passa anche dentro vecchi tunnel precedentemente destinati a ferrovie. Al termine di uno di questi tunnel ci affacciamo su Portorose.
Qui Alessandro decide che è il momento di tornare indietro. Ci rivedremo più avanti.
Rimasto solo continuo a pedalare fino ad arrivare, dopo una dozzina di chilometri, al confine con la Croazia.
Ora mi trovo ad incrociare le suggestive saline di Sicciole che, poco oltre, comincerò a vedere dall'alto. La strada, infatti, torna a salire in modo deciso.
La ciclabile corre su sterrati e sentieri con ghiaia.
Arrivato in cima, vista mozzafiato sulle saline e poi giù verso il mare. Arrivo su una riviera che deve essere molto quotata perché è piena di gente che prende il sole e fa il bagno anche se spiagge non ce ne sono. Addirittura in molti si abbronzano sdraiati su colate di cemento. Mah. E non oso immaginare cosa deve essere stare qui ad agosto. Più vado avanti e più mi sembra di trovarmi sulla costiera romagnola.
Arrivo nella cittadina di Umag dove decido di far riposare le mie stanche membra.
Domani vorrei cercare di arrivare a Pola.
Per avere il dettaglio della giornata è vedere le foto, click sul link che segue: Ramblr: Trieste - Umag
Per vedere tutto il tracciato fatto in giornata, invece, click sul prossimo link: Relive: Trieste - Umag

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