Mi lascio alle spalle la bellissima Sibenik, piena di turisti che, a quest'ora, dormono bellamente.
Direzione Spalato.
Il primo tratto di strada viaggia lato mare. Ora le cittadine si susseguono maggiormente rispetto al territorio a sud di Fiume. Mare molto bello e sempre più verde.
Di fronte tantissime isole e isolette incantevoli. Non c'è mai un panorama lontanissimo da osservare, come quando si sta al mare. È molto piacevole da vedere.
Peccato che questo incanto e questa sensazione vengano interrotte dall'inizio di una salita spaccagambe. In altre condizioni me la godrei. Infatti ci sono ciclisti che salgono alla grande. Peccato che la mia bici pesi troppo per gioire di questa cosa.
Di bello c'è che si sale molto in pochissimi chilometri e ci si può avvalere di una vista panoramica meravigliosa.
Terminata la salita, il percorso continua all'interno. Il territorio è lo stesso che incontro quando pedalo in Sicilia. Muretti a secco, uliveti e vegetazione secchissima. Addirittura alcune pale eoliche in un paio di alture lì vicino. Se mi avessero bendato e mi avessero portato qui, avrei perso la scommessa sul luogo in cui mi trovavo.
Continuo a pedalare per molti chilometri in assoluta solitudine anche perché ora la traccia mi fa andare per sterrati.
Dopo l'ennesima salita che mi porta al punto più alto di questa parte di strada, inizia la picchiata verso il mare.
Tornato nella civiltà è l'ora di fermarsi a comprare da bere che non ho più una goccia d'acqua.
Ora pedalo a pochi metri dal mare. Tantissima gente prende il sole e fa il bagno. Io passo praticamente in mezzo agli asciugamani perché qui, non essendoci spiaggia, hanno fatto delle lunghe basi di cemento che danno direttamente sul mare e lì si sdraiano. E la strada che percorro io passa al loro fianco.
Però il mare è sempre più bello.
Arrivo a Trogir che sembra la Rimini de noantri. Tantissimi locali direttamente sul mare, tanti aperitivi e birre che mi passano davanti mentre pedalo facendo attenzione a non investire qualche cameriere.
Esco dalla cittadina e mi trovo su uno sterrato che costeggia l'aeroporto di Spalato che, in verità, è ancora molto lontana. In verità più che di uno sterrato si tratta di una pietraia. Faccio una fatica immane a rimanere in piedi.
Uscito dalla zona dell'aeroporto mi affaccio sulla baia e vedo Spalato in lontananza. Prima, però, attraverso un pò di paesi molto carini. Tra questi, molto carino, Castelvecchio.
Salgo sull'altura che si trova di fronte a Spalato e scopro di essere a casa. Ebbene sì, resti di una città di romana memoria ancora in discreto stato.
Mi fermo per fare una foto e scopro che devo pagare per avere l'istantanea del posto. Incredibile. Se a Roma facessimo pagare per ogni scatto fatto al Colosseo saremmo la città più ricca del mondo.
Ed eccoci arrivati a Spalato. Entro in città e, ovviamente, la traccia mi fa fare dei giri incredibili per farmi evitare il traffico.
Non ultimo, sono costretto ad arrivare fino alla punta dell'istmo su cui si trova Spalato, per passare all'interno del bellissimo parco cittadino Suma Marian.
Bello davvero. Molto frequentato da pedoni, ciclisti e runner. E, incredibile ma vero, addirittura dotato di fontanelle.
Termino il giro del parco e finalmente mi ritrovo nella zona del centro.
Spalato è bellissima. Bella davvero. Pulitissima, tra le altre cose, nonostante l'orda di turisti che la assalgono. Ma veramente vale la pena fare un giro per vederla.
Al solito, il dettaglio del percorso fatto e le relative foto sono qui: Ramblr: Sibenik - Spalato
Invece il video si trova qui: Relive: Sibenik - Spalato



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