Mi alzo poco convinto. Non mi aspetta una bella giornata dal punto di vista dell'impegno. Avrò guardato l'altitmetria della tappa una trentina di volte e non è mai cambiata. E che diamine: nottetempo potevano levarmi almeno una delle salite. Niente, tutto come prima.
Vabbè, mi alzo molto presto per cercare di sfruttare il fresco. Sello il mio destriero e parto.
In pratica dovrò percorrere tutta la penisola di Sabbioncello tagliandola per lungo. Il problema è che per fare questo dovrò salire e scendere le alture che si trovano al centro dell'isola e per farlo dovrò affrontare pendenze in doppia cifra.
Dopo 500 metri già si sale di brutto e già sono con la lingua di fuori. La strada di per sé è bellissima perché sale in mezzo a boschi ed è quasi completamente in solitaria. Con la bici da corsa sarebbe bellissima da fare. Ma con tutta sta zavorra...
Dopo un pò, mi diverte vedere un segnale stradale che secondo me dovremmo adottare anche noi.
Continuo a salire sul Mortirolo de noantri e si comincia a vedere un panorama incredibile.
Pedalo sempre solissimo. Che fantastica sensazione. Non credo di riuscire a spiegarla. È quando ti trovi al cospetto di un mondo che ti lascia a bocca aperta e ti toglie il fiato per quanto è bello e perfetto. E io sono qui al centro dell'universo.
Arrivo in vetta e finalmente, dopo tanta salita, una meritata discesa. C'è perfino la necessità della mantellina.
Quindi ho scavalcato le alture poste al centro della penisola e sono passato dalla parte opposta. Ora il gioco si ripete. Si saleeeeeeee.
Stavolta le pendenze sono meno proibitive e arrivo in vetta con meno probleni di prima. Nel frattempo ho il tempo di osservare la fauna del posto. Moltissime farfalle ma anche un ramarro color verde smeraldo che attraversa placido la strada chiedendo la precedenza e io volentieri gliela cedo, poi un furetto che passa di corsa, si arrampica su un albero e si affaccia con il suo musetto bianco e tante processionarie che passano davanti alle mie ruote e che, per un attimo, vorrei stritolare. Ma oggi mi sento buono e le lascio passare.
Nuova picchiata e arrivo nella cittadina di Ston che in croato vuol dire stagno. In effetti ci sono delle sorte di saline ma, soprattutto un'enorme fortezza che circonda l'intera cittadina.
A Dubrovnik mancherebbero solo 60 km ma ho davanti altri due Zoncolan. Affronto il primo e quando arrivo in cima incontro questo cartello.
Giustissimo, è proprio il caso di fermarsi.
Così, anche se mancano meno di 30 km a Dubrovnik, decido di rimandare a domani l'entrata nella Ragusa Jugoslava.
Così vado a scegliere un posto dove dormire e mentre percorro il lungomare che, come al solito, sono pieni di locali, ecco uscire un tizio da un bar che mi attraversa la strada senza guardare. Inevitabile il contatto, con tanto di grande botta con il casco sul suo sterno. Non so come riusciamo a non cadere entrambi. Lui si scusa e tira dritto. Io gli chiedo se sta bene e lui mi risponde: "super" ma secondo me gli ho incrinato una costola.
Ora basta, è tempo di bagnetto e riposo.
Il dettaglio fotografico del giro odierno lo trovi qui: Ramblr: Trpanj - Slano
Invece il video del giro di oggi è qui: Relive: Trpanj - Slano



Figo! Daje pà❤️
RispondiEliminaGrazie Giogio'!!!
EliminaForza Roby. Vabbè, ma mo quando torni?
RispondiEliminaManca pochissimo....
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