Terza tappa: Chioggia - Comacchio (23/09/2024)

 Giornata intensa quella odierna. Pensavo che potesse essere meno impegnativa e invece è stata molto pesante. Ma andiamo con ordine. 

Solita alzataccia mattutina e consueta preparazione di bici e materiale. Dopo qualche difficoltà riusciamo ad uscire da Chioggia passando per il lungomare. 

Subito ci scontriamo con un elevato traffico automobilistico, quando dobbiamo attraversare il fiume Brenta. Fortunatamente ne usciamo illesi. 

Dopo pochi chilometri incontriamo l'Adige che, come il Brenta, sta andando a sfociare nell'Adriatico. Ne costeggiamo l'argine sinistro per diversi chilometri nella pace e nella tranquillità di una mattinata plumbea. Solo qualche stridio di qualche uccelli e niente più. 

Arrivati ad un ponte, attraversiamo l'Adige e torniamo indietro costeggiando l'argine destro. 

Questi continui arzigogoli sul percorso sono dovuti alla necessità di passare sempre da una riva all'altra di questa immensa laguna. 

Giriamo verso destra ed entriamo in questo immenso parco che corrisponde al delta del Po.

In pratica tre fiumi nel giro di pochi chilometri si tuffano nel mar Adriatico.

Si pedala praticamente in mezzo al mare. Solo questi istmi di terra consentono il passaggio veicolare.

In una giornata come quella di oggi, molto nuvolosa, cielo e mare sembrano confluire in unico punto all'orizzonte dove mi perdo, assordato dall'estremo silenzio che mi investe. 

Il Delta del Po è pieno di specie avicole di diversi tipi. Tra questi i meravigliosi fenicotteri rosa.

Finisce il momento della poesia e iniziano i problemi. Arriviamo in un punto in cui dovremmo prendere un battello che ci porti sulla riva opposta. Peccato che il battello presta servizio solo durante il fine settimana. Così, con le pive nel sacco, torniamo indietro per diversi chilometri per poterci collegare ad una strada statale (l'infernale Romea) che ci consente di attraversare il corso d'acqua che non siamo riusciti a guadare. 

A questo punto possiamo ricollegarci al percorso originale e proseguire il viaggio.

Continuiamo a pedalare in mezzo all'acqua. Aironi  e sterne scappano spaventati al nostro passaggio. È un continuo sventolio di uccelli di ogni tipo. Anche qualche falco di palude fa sentire il proprio stridio.

Unico problema è il vento fortissimo che ci alita contro. Facciamo una fatica bestiale. Siamo in pianura ma sembra di andare in salita. 

Continuiamo ad attraversare i vari tratti del Po: quello di Venezia, quello di Donzella, quello di Gnocca e quello di Goro. Ed è proprio a Goro che siamo diretti. Per arrivare dobbiamo attraversare due rami del Po è per farlo ci sono due ponti di barche. 

Il problema sorge quando ci dirigiamo verso il secondo ponte. La strada è chiusa per lavori. Siamo costretti a fare una deviazione di dieci chilometri. 

Finalmente transitiamo per Goro, posto famoso per la produzione delle vongole. 

Passiamo per la riserva delle Mesole, facendo molta attenzione al percorso molto sabbioso e ci troviamo in Emilia Romagna. 

Per sterrati arriviamo sulla costa ferrarese, piena di lodi. Siamo stanchi per cui cerchiamo un posto dove poter riposare le nostre stanche membra. Troviamo un agriturismo a Comacchio e li ci dirigiamo. 

La fatica sulle gambe si sente ma è anche l'ora dl doccia e pappa. Domani si punta verso il ravennate.

Il link per il dettaglio della giornata (poiché foto) è il seguente: Chioggia - Comacchio

Il link per il divertente relive di oggi, invece, è il seguente: Chioggia - Comacchio

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