Mi affaccio e vedo che la giornata è tutt'altro che bella. Mi preparo velocemente per arrivare il più lontano possibile senza prendere l'acqua. Invece esco e comincia a piovere. Magari smette, penso. Mai pensiero fu più lontano dalla realtà.
Cielo plumbeo e poggia insistente, ecco con che condizioni atmosferiche esco da Pescara.
Affronto subito il meraviglioso ponte ciclopedonale che mi permette di scavalcare il fiume Pescara. È un'opera magnifica. I miei complimenti all'amministrazione comunale. Bravi.
Sotto una pioggia insistente, mi dirigo verso sud sempre si piste ciclabili. Poi la traccia converge sulla statale per farmi arrampicare verso Ortona. Un bello strappo mi porta quasi alle porte della città. Qui la traccia gpx mi indica che devo prendere una strada sterrata a sinistra che scende ripidamente verso il mare.
Giunto a ridosso della ferrovia e del lungomare, mi aspetto di trovare un punto dove poter passare e invece........... la strada è chiusa/sbarrata per dei lavori che stanno facendo a ridosso della ferrovia.
Inutile dire che non ho propriamente detto un rosario. Sono tornato indietro su quella che era una discesa ripida ed è improvvisamente diventata una salita rapidissima.
Ad ogni modo guadagno la cima ed entro dentro la bella Ortona.
Per ritornare verso il mare cerco di uscire dalla città. Chiedo indicazioni e mi fanno passare dentro un parchetto in cui due giardinieri stanno tagliando l'erba. Ovviamente il miscuglio erba tagliata, pioggia e mattonelle di marmo, provoca l'immediato slittamento delle ruote della mia bici. Risultato: sedere a terra. Non mi faccio male ma rimedio una figuraccia storica. Se fosse stato per me mi sarei volatilizzato. Invece uno dei due giardinieri viene anche a chiedermi come sto.
Mi rialzo alla velocità della luce e riparto.
Ritorno verso il mare e da qui inizia la pista ciclabile dei Trabocchi. È una ciclabile meravigliosa che ha ospitato anche il cronoprologo del giro d'italia di un paio di anni fa. È lunga 55 km (anche se alcune parti sono ancora in via di definizione) ed è anche conosciuta come la Via Verde. Lungo la ciclabile si incontrano una ventina di Trabocchi che ormai non sono più utilizzati per lo scopo originario, la pesca, ma sono stati trasformati in ristoranti. Sono, in ogni caso, molto molto belli da vedere.
È una delle ciclabili più belle che abbia percorso. Peccato solo farla sotto la pioggia.
Si continua a pedalare sul lungomare senza mai lasciarlo. Si attraversano i comuni di Fossacesia e Casalbordino. Poi si arriva alla riserva naturale di Punta Aderci. Qui la ciclabile diventa sterrata e si arrampica su un punto da cui si può godere di un panorama magnifico.
Scesi da Punta Aderci si arriva a ridosso di Vasto.
La ciclabile riprende e percorre gli ultimi chilometri abruzzesi. Si attraversa il fiume Trigno e si entra in Molise.
Purtroppo termina anche la ciclabile e sono costretto a prendere la pericolosa statale adriatica.
Sono 30 interminabili chilometri. Fortunatamente ne esco incolume.
Ora inizia una ciclabile che con qualche saliscendi mi porta nella bella Termoli, punto di arrivo della tappa. È ora di andarmi ad asciugare.
Il link per vedere il percorso di oggi e le foto a corredo è il seguente: Pescara - Termoli
Invece il link per vedere il relive di oggi è il seguente: Pescara - Termoli



Forza, un'altra bellissima tappa. Buona Domenica
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