La ciclovia Adriatica

 Ci risiamo. 

Ho appena dismesso il costume del viaggio estivo in Sicilia, ho aspettato che finisse il caldo opprimente di inizio settembre, ho fatto iniziare la scuola ed eccomi nuovamente pronto per un nuovo viaggio. 

Come lo scorso anno, settembre lo dedico ad un giro italiano. Era da un pò che studiavo cartine e percorsi e alla fine la scelta è caduta sulla costa adriatica. 

Il percorso sembra bellissimo. 

L'idea è quella di partire da Trieste e arrivare a Lecce costeggiando l'intera costa adriatica. Si tratta di molti chilometri ma le difficoltà altimetriche sono sensibilmente ridotte rispetto alla Via Francigena che ho percorso l'anno scorso. 

Si passa per ben sette regioni con l'attraversamento di moltissimi parchi naturali e l'utilizzo di tantissime piste ciclabili. C'è qualche tratto da fare su strade statali ma si tratta del 10% dell'intero percorso. 

Insomma, una nuova sfida ma, soprattutto, un nuovo Viaggio Lento. Spero di poter vedere tanti posti belli. Ho studiato molto e l'itinerario passa per zone bellissime. Vedremo come andrà.  Nel frattempo mi tuffo in questa nuova avventura preparando tutto il materiale necessario. 

La bici è pronta: si può partire!!!

È il 20 settembre 2024. Mi alzo molto presto per terminare i preparativi. 

Capisco che le sacche sono sempre più pesanti quando faccio la rampa di scale per uscire dal garage. La devo smettere di riempirle con i sassi. 

Ed eccomi a cavallo del mio fedele destriero. Sono diretto alla stazione Termini per prendere il treno che mi porterà a Mestre.

Esco dal mio quartiere ed entro nel parco di Aguzzano dove batto tutti i record. Nel giro di cinque minuti sono già sedere a terra. Record del mondooooooo. 

Nei giorni scorsi e piovuto tantissimo e c'è tantissimo fango. La bici slitta a destra e a sinistra. Non riesco a tenerla dritta. Ed eccomi per terra. 

Ovviamente il fango si appiccica ovunque: sulla bici, sui vestiti, sulle sacche... il vostro scrivano cambia colore, diventando di un bel marrone scuro. 

Decido, ovviamente, di cambiare percorso. Non potrò fare il parco dell'Aniene ma mi toccherà passare sulla trafficatissima Nomentana. Nonostante ciò, riesco a raggiungere indenne la ciclabile che mi porta a Porta Pia. Poi un altro tratto in mezzo a macchine e moto che sfrecciano ovunque e finalmente sono alla stazione. 

Il binario da dove partirà il mio treno è il 2est. Questo significa che un pezzo del viaggio lo farò a piedi perché il binario si trova praticamente a piazza Vittorio. 

Arrivo alla carrozza dove si trovano gli stalli per le bici e con grandissima fatica mi arrampico sul treno. 

Finalmente posso dedicarmi alla pulizia. Provo a togliere il fango dalla bici e dalla mia persona con scarsi risultati.

Il treno parte in orario. Cosa importantissima perché a Mestre dovrò scendere e prendere la coincidenza per Udine. Per fare questa cosa avrò solo dieci minuti a disposizione.  Speriamo bene. 

Sostanza vana perché dopo Firenze il treno comincia ad accumulate un ritardo che, cammin facendo, si fa sempre più cospicuo. Niente da fare, coincidenza persa. Mi tocca pensare ad un piano alternativo. Mi aiuta il mio amico Alessandro che mi verrà a prendere con la macchina a cervignano. 

Quindi rimango sul treno. Ero già pronto a pagare la differenza dovuta per proseguire sulla tratta ma il fantastico capotreno, a cui racconto il motivo per cui non sono sceso a Mestre, decide di non farmi pagare nulla. Grande. 

E allora eccomi giù dal treno. Mi incollo la bici su e giù per i sottopassi della stazione ed eccomi fuori dove c'è Alessandro che mi aspetta.  Stasera dormirò a casa sua. 

Domani mattina presto prenderemo il treno per Trieste e inizieremo insieme il viaggio in bici.  Alessandro mi accompagnerà solo per qualche giorno e poi dovrà tornare a lavorare. Insomma, pronti per questa nuova avventura. 



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