Passato l'inverno mi sono ritrovato a ragionare sul nuovo viaggio da fare. Le idee erano tante, ognuna con la propria peculiarità ma alla fine ha vinto quella che dovrebbe spingermi verso l'Europa dell'est.
Anche stavolta mi accompagnerà la mia fedele compagna con i pedali che tanti chilometri ha percorso, insieme a me, lo scorso anno.
L'idea è quella di partire da Venezia e arrivare in quel di Budapest, passando per il Friuli, attraversando le Alpi, per poi transitare per Salisburgo, Vienna e Bratislava costeggiando il bel Danubio blu
Così ho ripreso la lista delle cose da caricare sulla bici, ho dato una spolverata alle sacche, ho caricato le tracce gpx sul computerino e mi sono preparato per il consueto viaggio leeeeeeento.
Avrei voluto fare come lo scorso anno, quando ho raggiunto Venezia, località di partenza del mio viaggio, usando il treno. Peccato che i ben sei stalli presenti sull'unico treno giornaliero in cui è possibile caricare la bici, fossero esauriti. Così ho cercato un'alternativa e ho prenotato un posto sul pullman che mi porterà a Venezia. L'unico problema è che si viaggia di notte. Ora di partenza prevista ore 01:45. 😱😱😱
E allora si parte per una nuova avventura. Invece di mettere il pigiamino per andare a nanna, indosso gli abiti del perfetto ciclista, giubetto catarifrangente compreso, carico le sacche e inforco la bici. Percorro nottetempo le strade che mi portano alla stazione di Rebibbia e salgo sull'ultima metro giornaliera.
Ora non devo far altro che aspettare un paio d'ore l'arrivo del pullman. Sarà una lunga notte ma da domani si comincia e non vedo l'ora.
E del resto, come diceva John Wesley, "non ho tempo per andare di fretta".

Un prologo che è tutto un programma! Inizio a pensare che potresti ambire al Pulitzer
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