Siamo agli sgoccioli di questa bella avventura.
Abbiamo viaggiato di notte sul traghetto che ci avrebbe riportato in Germania lasciando la bella e fresca Svezia.
Inutile dire che riposare su una poltrona è molto complicato. Sarò riuscito a dormire non più di un paio d'ore. Anche l'accensione delle luci alle 4 e 45 non aiuta.
Scendiamo dal traghetto alle 6 e ci apprestiamo a raggiungere la stazione dei treni di Rostock. Dobbiamo fare solo 15 km ma ha appena smesso di piovere ed è un'esplosione di umidità che ci assale. Arriviamo alla stazione e compriamo i biglietti per Berlino per noi e per le nostre bici. Quando chiediamo al'impiegata in quale vagone dobbiamo salire con le bici, quella ci guarda in modo strano e ci fa capire, in un inglese molto approssimativo, che basta guardare il logo della bici vicino alle porte di entrata dei vagoni, per capirlo. Ovviamente tutti i vagoni avevano il logo indicato ma soprattutto si poteva salire sul treno senza dover sollevare il nostro mezzodi trasporto e c'erano degli interi scompartimenti dove le bici potevano essere legate, senza la necessità di doverle faticosamente issare sulle rastrelliere. Esattamente come su Trenitalia. Questa differenza è aberrante. Io non riesco a tornare a casa con il treno, prenotando in anticipo, perché i ben sei posti a disposizione sull'unico Intercity giornaliero sono esauriti e qui si può arrivare mezz'ora prima della partenza del treno e trovare tutti i posti che si vuole.
Scendiamo dal treno in una giornata che è diventata caldissima. Ora non ci resta che pedalare fino ad andare a riprendere la macchina. Non sono pochi chilometri ma l'idea di avere quasi completato un giro spettacolare, ci mette le ali ai piedi.
Sono gli ultimi chilometri. Siamo rilassati e sereni. Una coppia di Merano in bici mi saluta e dice di avermi visto alle scogliere di Mons Klint, in Danimarca. Mi dicono di aver riconosciuto la maglietta che indosso che è una maglietta con tutti i passi dolomitici. Incredibile!!!
Stasera si dorme a Lipsia. Ce la prenderemo comoda. I ristoranti chiudono tardi e non dobbiamo fare il bucato. Possiamo far riposare i nostri muscoli e anche i nostri destrieri che hanno sopportato i nostri pesi e quelli dei nostri bagagli. Non abbiamo più strada davanti su cui far andare le nostre pedivelle ma strade percorse che sono alle nostre spalle e che ci hanno lasciato tanto. È stato proprio un bel pedalare.
That's all folks!!!

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