Considerazioni finali (tecniche e non)

 A poco più di una settimana dal termine della mia avventura volevo sottoporvi alcune considerazioni su quanto fatto, cercando di condividerle con voi.  

Guardando la tabelle giornaliere e riassumendole, ho percorso 400 km con ben 12000 metri di dislivello, circa 650000 passi e un tempo effettivo (al mio passo lento) di 134 ore effettuato nell'arco di 16 giorni di cammino. Niente male per un neo pensionato, eh?

Ovviamente i numeri lasciano il tempo che trovano. Non è per entrare nel guiness dei primati che ho fatto questo viaggio nè per stabilire qualche record. Quindi non parlerò di questo.

Mi piace, invece, dilungarmi su cosa mi sia servito per arrivare fino in fondo, partendo dai dettagli tecnici fino ad arrivare a quelli psicologici.

Lo zaino 》》》Ho cercato di viaggiare con il peso minore possibile sulle spalle ma ho dovuto caricare lo zaino con alcune cose fondamentali. Innanzitutto tenda e sacco a pelo. Per la prima ho comprato una tenda ultraleggera il cui peso, paleria compresa, arriva a poco più di un kg. Anche il sacco a pelo fa parte della categoria degli ultra light e pesa 600 grammi. Poi nello zaino sono finiti il poncho per la pioggia, un proteggizaino per la pioggia, due cambi completi, un paio di pantaloni tecnici, un asciugamani, un paio di scarpe leggere di ricambio, il necessario per la toeletta, medicinali di pronto soccorso, un coltellino multiuso, un charger con ricarica ad energia solare, una felpa pesante, una giacca leggera, un sapone per lavare i panni e delle mollette.

L'abbigliamento 》》》Ho trovato molto utile vestirmi da ciclista.  La maglietta dà due grandi vantaggi: si asciuga molto rapidamente e ha tasche posteriori utili per portare cose che servono durante il cammino e che possono essere prese senza doversi fermare ad aprire lo zaino, come telefono, soldi (nell'opportuna bustina di plastica), fazzoletti e qualche snack. Anche i pantaloncini da ciclista sono utili. Camminare tanti giorni per così tante ore ogni giorno può provocare sfregamenti e irritazioni cutanee che sono assolutamente da evitare.  Utile sarebbe avere un cappello per i momenti in cui il sole batte forte sulla testa e non ci sono alberi o pendii a proteggerti. Io non lo uso perché non lo soffro ma in alcuni momenti l'ho molto rimpianto. Infine calzini tecnici. Avendo pochi cambi, alla fine di ogni giornata lavavo ciò che avevo sudato durante il cammino. Se non riuscivo a farli asciugare prima del mattino successivo, li appendevo allo zaino con le mollette in modo che potessero essere asciutti per il giorno successivo. Ovviamente, a corredo finale, due bastoncini telescopici utili sulle salite più impegnative e come arma da difesa contro cani o altri animali troppo aggressivi. 

Le scarpe 》》》Importantissime! Per un viaggio di questo tipo bisogna partire con scarpe tecniche ma rodate, altrimenti le parti del corpo che vanno protette di più, ovvero i piedi, soffriranno tantissimo.  Io, per esempio, avevo comprato un paio di Raptor della Sportiva e le avevo provate in alcune uscite in montagna ed erano andate benissimo. Non le avevo provate, però, in pianura, così, alla fine della prima tappa completamente pianeggiante, mi sono trovato con due belle vesciche su due punti dei piedi che non avrei mai immaginato. 

Le app 》》》in un viaggio a piedi è fondamentale non perdersi per non dover aggiungere km a quanti già se ne fanno normalmente. Io avevo fatto un grande studio precedente alla partenza, stilando ogni singolo tratto di ogni tappa nel modo più dettagliato possibile. Quindi camminavo con il foglietto della tappa in mano. Ovviamente non sempre questo mi ha consentito di essere preciso. Un aiuto fondamentale me lo ha dato un'applicazione che si chiama Terramap. Si tratta di un'applicazione che lavora con il GPS e consente di scaricare, gratuitamente, le mappe delle zone in cui ci si trova. Nelle mappe in questione si possono trovare tutti i sentieri, le tracce e le strade su cui ci si trova e si può capire, guardando il proprio segnale, se si sta andando nella giusta direzione o se ci si è sbagliati. In quest'ultimo caso è molto utile vedere quanto si è lontani dal punto in cui si vuole arrivare e cosa bisogna fare per rimettersi sulla giusta traccia. Veramente utile. Per tracciare il mio cammino, invece, ho usato Ramblr. Anche questa applicazioni è gratuita e consente di tenere traccia di tutto ciò che si fa durante la giornata. Trovo utile il fatto di poter scattare delle foto che vengono inserite nella traccia finale ed evidenziano il punto in cui sono state scattate. Al termine della giornata è possibile scaricare il percorso fatto e le relative foto e di possono inserire dei commenti. Infine ho usato un orologio garmin che mi dava costantemente riferimenti su tempo trascorso, km percorsi, dislivello, passi fatti, calorie consumate, ecc...

La preparazione a tavolino 》》》fondamentale è stato preparare il viaggio nel dettaglio da casa. Ho preparato ogni singola tappa con le specifiche dei km, del dislivello e dei tempi di percorrenza. Ho cercato di usare tracce già percorse da altri, quando possibile, oppure ho cercato, usando google maps, di creare miei percorsi. La specifica più importante era quella di camminare prevalentemente lontano dalle strade con traffico veicolare. Quindi una gran quantità di strade bianche e sentieri e poche strade asfaltate. Dove possibile, ho cercato di percorrere sul computer, ciò che avrei dovuto fare a piedi. In pratica il viaggio l'ho fatto due volte: una da seduto e una camminando. 

L'aspetto fisico 》》》per un viaggio del genere occorre essere allenati. Non serve un allenamento alla Rocky ma è necessario avere nelle gambe una certa resistenza.  Camminare 9/10 ore al giorno è sfiancante. Si rischia di arrivare a fine giornata senza forze. Ovviamente quelle che devono essere maggiormente allenate sono le gambe. Per cui allenamenti fatti correndo, camminando o andando in bici, sono perfetti. 

L'aspetto psicologico 》》》l'ultima considerazione va alla parte psicologica di un viaggio del genere. Come già detto, puoi e devi fare affidamento solo su te stesso. Inoltre devi organizzare anche le giornate a venire pensando a dove dormire, cosa mangiare, definire eventuali cambi di programma. In più devi sentire cosa dice il tuo fisico e stabilire se hai bisogno di pause, se riuscirai ad arrivare al termine della tappa entro la sera, ecc... Quindi cervello sempre acceso e poche distrazioni concesse. Anche non parlare con nessuno però se diventa frustrante. Fortunatamente Mister Wilson mi ha accompagnato per tutto il viaggio. 

È stato un viaggio bellissimo. Un viaggio nella natura alla riscoperta delle mie radici. Un viaggio in cui i miei sensi si sono esaltati. Gli odori, i colori, i sapori, i suoni e i silenzi. Il contatto con terra, erba, alberi e rocce. È stata un'immersione totale. Un viaggio di scoperta e alla scoperta di ciò che ci circonda e che non riusciamo più a vedere. Alla scoperta dei propri limiti sempre con il sorriso sulla bocca. 

Dopo tanti anni passati a lavorare è stato bello festeggiare questa nuova vita con questo viaggio. 

Chiudo ringraziando tutti coloro che mi hanno seguito e incoraggiato. Siete stati tantissimi. Siete stati una bella spinta per andare avanti e per proseguire nel cammino. Grazie di cuore. Vi voglio bene. 

Infine il premio Ilarità ad un cartello trovato su un casolare di Isola del Gran Sasso. Il cartello aveva una scritta che diceva: vuoi sapere cosa c'è nell'aldila? Entra e lo scoprirai.  Sotto a questa scritta c'era la foto di un cane enorme. Ho riso fino alla fine della giornata. 


 




 

 

Commenti

  1. Roberto, anche io, come un altro lettore del blog, ogni tanto mi chiedevo dove fossi in quel giorno particolare. Grande ammirazione per il meraviglioso giro che hai fatto, per la conoscenza dei luoghi visti che io che vivo in Abruzzo neppure conosco! Sia le foto pubblicate che i commenti postati li ho letti con attenzione provando belle emozioni! Peccato e dispiacere non averti potuto incontrare nella tappa della mia città. Grandissimo e bellissimo viaggio! Ciao Roberto, a presto, Gianfranco

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